Fra le tante iniziative promosse per il Giorno della Memoria 2026, la classe 2F (accompagnata dai proff. Barbara Baronio e T.Tonetti) ha potuto seguire con grande partecipazione il reading proposto da Marco Baliani al Teatro Bonci dal titolo “Del coraggio silenzioso”.
«È la forma di coraggio di chi non aspira a essere riconosciuto come un eroe – spiega Baliani in un’intervista rilasciata in occasione di “Ravenna Festival” – è il gesto di un essere umano che sente l’obbligo di aiutare il prossimo, senza pretendere di avere spettatori né provare il bisogno di essere elogiato. È una forma di dignità etica: il coraggio silenzioso non presuppone una tempra guerriera e non si aspetta ricompense o esaltazioni, bensì agisce in modo sommesso e spontaneo, per pura necessità».
E partendo dalle note di un violoncello che ha saputo legare i fili delle vite di alcuni personaggi – noti e meno noti – il narratore ci ha fatto rivivere i gesti silenziosi di Rosa Parks, la donna nera che rifiutò di cedere il posto a un bianco sul bus, di Palden Gyatso, il monaco tibetano che testimoniò all’Onu le torture e i massacri compiuti dalla Cina in Tibet, di Zenzeri Abdelbasset, il pescatore tunisino che salvò alcuni migranti in mare, di Khaled al-Asaad, il direttore del sito archeologico di Palmira che si oppose all’Isis mentre distruggeva i monumenti storici e quello di Ilse Weber, poetessa e insegnante uccisa ad Auschwitz.
«Spero sempre che questi racconti siano come semi che volano nel vento, pronti a diventare piante. Oggi l’idea di ribellarsi è associata alle raccolte firme online, ai post sui social, al clamore del gesto più che al gesto stesso. Tutto ciò è comprensibile, ma trovo molto più interessante l’esempio di chi riesce a portare avanti una battaglia da solo e senza mettersi in mostra. Con i miei cinque racconti, cerco di trasmettere questa idea».















































