Cracovia: un viaggio nella memoria, tra pietra, silenzio e rinascita
Dal 16 al 21 febbraio 2026, le classi 5E, 5H, 5L ITT Pascal hanno partecipato al viaggio di istruzione a Cracovia, accompagnate dai professori D. Veneti, E. Castagnoli, E. Forti e M. Gallinucci.
Cracovia accoglie chi arriva con un passo lento e solenne, avvolta da un sole soffuso che in inverno filtra tra nevicate leggere. Le sue strade intrecciano epoche e ricordi distanti, ma riescono a ricomporsi in un racconto unitario fatto di forza, sconfitta, ostinazione e speranza.
Il quartiere di Kazimierz, con le sue sinagoghe e i musei, i cortili nascosti, l’odore delle zapiekanki, i murales e le molte location di Schindler’s List, ha rappresentato il preludio alla visita di Auschwitz-Birkenau. Nel campo di concentramento il silenzio diventa lingua universale: tra baracche, numeri, fotografie sbiadite e reperti che raccontano di troppe vite spezzate, gli studenti si sono confrontati con la parte più buia e terribile del Novecento. La mostra “Labirynt” ha poi restituito un significato intimo alla sopravvivenza e alla difficile pacificazione con il vissuto.
Eppure Cracovia non è solo memoria ferita: è la città dei re, delle leggende e dell’arte. Il Wawel domina la Vistola, mentre la grande piazza del mercato vibra di vita, al centro della città. Nella Basilica di Santa Maria, il suono dell’Hejnał ricorda ogni ora che la storia non è mai un racconto neutro, ma è continuo dialogo con il presente.
Un’escursione pomeridiana ha infine condotto gli studenti alla miniera di sale di Wieliczka, un mondo sotterraneo scolpito dall’ingegno umano, dove la roccia diventa casa, paese e cattedrale nascosta. Un luogo che, come l’intero viaggio, invita a guardare oltre la superficie delle cose.

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