Quante storie nella Storia 2026

Come il prode Rinaldo entrò nella selva d'Ardenna, spada al fianco e cuore intrepido, così le classi 1I e 2Bio dell’ITT B.Pascal, accompagnate dai proff. Erika, Barbara Benini e T.Tonetti, varcaron l'atrio dell’Archivio di Stato di Cesena – armati di curiosità e sguardo attento - per partecipare alla manifestazione “Quante storie nella Storia” 2026 dedicata alla “Giostra d’Incontro” di Cesena.

Come sempre, gli archivisti della sezione di Cesena Valeria Beltrame, Roberto Raggi e Lorenzo Di Taranto hanno saputo coinvolgere tutti i partecipanti in un percorso che ha visto ripercorrere, dall’origine nel 1465 fino alla sua ultima storica edizione del 1838, le tappe di una delle manifestazioni più importanti svolte a Cesena per più di 300 anni.

Nata nel 1465 da una bolla papale di Paolo II come privilegio speciale e perpetuo alla città, fin dalla prima edizione si caratterizzò per l’incontro fra due cavalieri in armatura e dotati di lunghe lance che si scontravano per otto volte in Piazza Maggiore (l’attuale piazza del Popolo).

Tutte le spese erano a carico del Comune tranne il premio di 25 fiorini che veniva elargito direttamente dal papa mentre le fasi della Giostra erano regolate da “Capitoli” che ne descrivevano in dettaglio tutti gli aspetti e raccolti  in un libretto chiamato “Capitoli della Singolar Giostra all’Incontro” ristampato periodicamente.

La Giostra, nel tempo, diventò così famosa da ricevere una richiesta da Bologna per un allestimento in previsione dell’arrivo in città di Napoleone, richiesta che non ebbe seguito ma che ci ricorda a quale livello di notorietà fosse giunta anche fuori dal territorio locale.

Oggi, grazie all’Associazione Giostra di Cesena A.p.S., la Giostra è tornata a rallegrare cittadini e turisti di ogni età con i suoi incontri/scontri cavallereschi, i costumi d'epoca e gli sbandieratori che ripercorrono oggi gli stessi percorsi di un tempo.

La mostra ha permesso a tutti noi di prendere visione dei documenti dell’epoca e di avvicinarci maggiormente al meraviglioso mondo dell’Archivio di Stato e alla passione con cui gli archivisti conservano questi preziosi documenti che ci fanno rivivere un passato glorioso legato alla nostra città.